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La biblioteca delle facoltà di Magistero e di Lettere e filosofia
Quando il 9 marzo 1944 l'Istituto di Magistero Pareggiato "Giovanni Cuomo" inaugura la sua attività in una sede provvisoria ricavata all'interno della Biblioteca Provinciale, l'annessa raccolta libraria non conta che poche decine di volumi, ricevuti in dono da docenti o acquisiti con gli esigui fondi disponibili. Ancora nel 1946 il primo registro cronologico di ingresso annovera non più di centottanta titoli di argomento filosofico-pedagogico.
Un primo discreto incremento si consegue intorno alla fine degli anni '40, quando il potenziamento della dotazione destinata agli acquisti, i volumi devoluti dal Ministero della Pubblica Istruzione e, in primo luogo, alcune donazioni private concorrono a formare un fondo di qualche consistenza. La documentazione amministrativa attesta il possesso di 1.565 unità nel 1950, che aumentano, soltanto cinque anni dopo, a circa 3.600, per un valore patrimoniale intorno ai quattro milioni di lire: una crescita che negli anni difficili della ricostruzione non può nemmeno considerarsi troppo modesta. Le sottoscrizioni delle principali collane di classici italiani e stranieri e i primi abbonamenti a periodici («Aegyptus», «Aevum», «Archivio di Psicologia», «Civitas», «Convivium», ecc.), insieme a qualche incursione sul mercato antiquario, contribuiscono, già nei primi anni Sessanta, ad abbozzare i tratti di una raccolta libraria organica.
Nel 1966 la biblioteca è trasferita con il Magistero in pieno centro cittadino, dapprima nella sede di piazza Malta, poi, per carenza di spazio, nei locali autonomi di via Generale Gonzaga, dove va ad occupare un'area, di circa seicento metri quadrati, più idonea a soddisfare le esigenze di un'utenza in costante incremento.
All'indomani dell'istituzione dell'Università degli studi di Salerno nell'anno accademico 1969-70, seguendo gli spostamenti dell'ateneo, la biblioteca delle facoltà di Magistero e di Lettere e filosofia trova una nuova sistemazione in via Irno. Sono quelli, senza dubbio, gli anni decisivi per la formazione di una raccolta umanistica dalla fisionomia compiuta, che può ora contare su una dotazione sufficiente all'aggiornamento e all'erogazione dei servizi primari. Soltanto otto anni dopo il passaggio alla nuova struttura, i registri di ingresso documentano un patrimonio librario più che triplicato: oltre ottantamila sono le unità bibliografiche, circa ottocento le testate periodiche in abbonamento, a cui vanno ad aggiungersi gli atti accademici e i quotidiani.
Se insicure nella nuova sede, contigua al corso dell'Irno, appaiono le condizioni ambientali, che non garantiscono del tutto le misure conservative essenziali alle raccolte, non solleva particolari problemi la ricettività, in grado di far fronte a un considerevole, stabile incremento, che oscilla intorno alle cinquemila unità annue; tant'è che alla metà degli anni Ottanta la biblioteca conta circa centoventimila volumi. Un patrimonio quasi interamente costituito da fondi di acquisizione, dal momento che scarse e sporadiche sono le donazioni e piuttosto rari gli acquisti di raccolte in dismissione. Eccezione da segnalare è quella appartenuta al grecista Carlo Del Grande, in seguito smembrata e disseminata in vari settori disciplinari.
Viene adottato allora, concordi docenti e bibliotecari, un sistema di segnatura del materiale basato su una stringa alfanumerica rispecchiante una ripartizione per istituti: meccanismo del tutto funzionale alle esigenze pratiche della collocazione a magazzino e della distribuzione allo sportello; comporterà, tuttavia, non pochi problemi, quando, molti anni dopo, passerà pressoché inalterato all'impianto dello 'scaffale aperto'. Particolare attenzione è dedicata al settore di consultazione, dove enciclopedie, annuari, dizionari e repertori bio-bibliografici italiani e stranieri collocati in base alla classificazione decimale Dewey, unitamente alle ultime annate di circa cinquecento testate di periodici distinte per aree disciplinari, sono nell'immediata disponibilità dell'utenza.
Al catalogo per autori e opere anonime vanno ad affiancarsi, grazie a un notevole fervore di attività, quello per soggetti, il sistematico e, a partire dal 1973, un catalogo supplementare contenente le schede della Bibliografia Nazionale Italiana.
In quella che può già considerarsi come la maggiore biblioteca salernitana, robusto è l'afflusso di visitatori - che consta in media di oltre ventimila presenze annue - reso più folto dalla scelta accademica di aprire le porte all'intera cittadinanza, la quale, per la prolungata chiusura della Provinciale, è priva da anni della possibilità di accedere ad una grande e aggiornata collezione libraria.
La biblioteca delle facoltà di Economia e Commercio e di Giurisprudenza
Vita e sviluppo autonomi ha intanto la biblioteca delle facoltà di Economia e Commercio e di Giurisprudenza, allocata fin dalla fondazione, risalente all'anno accademico 1970-71, in un moderno stabile di via Prudente. Grazie a una risoluta politica degli acquisti e a un flusso costante di donazioni la biblioteca va rapidamente espandendosi. Lasciti di pregio e di notevole spessore scientifico arricchiscono il patrimonio librario: si tratta qui delle donazioni Cenzato (di argomento storico-politico), De Cecco (volumi di varia estrazione, in prevalenza di diritto - civile, penale, amministrativo, romano, ecc. - ma anche di economia, storia, medicina), De Crescenzo (repertori e testi giuridici dei primi decenni del secolo), Ingrosso (per lo più a carattere economistico), ecc.
Rilevante per qualità e quantità il fondo librario devoluto dai discendenti di Giovanni Cuomo (1874-1948), il parlamentare salernitano a cui nel 1944 si era intitolato l'Istituto di Magistero Pareggiato: fra gli oltre diecimila volumi, particolarmente degna di interesse si presenta la sezione umanistica, ricchissima di classici, saggistica e riviste databili fra Otto e Novecento.
Già a metà degli anni '80 le sottoscrizioni a testate periodiche e a pubblicazioni ufficiali assommano a circa un migliaio; per poco meno della metà, l'ultima annata è disponibile su espositori direttamente accessibili a docenti e studenti.
Una crescita spiccata si consegue nel settore degli studi internazionalistici: la biblioteca diviene sede di un Centro di Documentazione Europea, ricevendo gratuitamente e con regolarità le pubblicazioni della CEE, a cui vanno ad aggiungersi gli Atti del Consiglio d'Europa e la raccolta dei trattati dell'ONU, nonché numerosissimi saggi di diritto internazionale e comparato.
La biblioteca di Scienze matematiche fisiche e naturali
Istituita nel 1976 e dapprima allocata in disagevoli locali in via Vernieri, la biblioteca di Scienze matematiche fisiche e naturali (che assumerà poi la denominazione di Centro Bibliotecario dell'Area Scientifica) ottiene una sede più adeguata all'atto del trasferimento della facoltà a cui è annessa, andando ad occupare, nell'anno accademico 1977-78, il corpo centrale del primo edificio universitario dislocato nella valle dell'Irno, fra Baronissi e Lancusi. Sebbene permangano molti problemi logistici da risolvere, la nuova sistemazione offre la possibilità di destinare ampi spazi al deposito librario, alle sale di consultazione, agli uffici. Dipartimenti e istituti optano fin dal principio per la centralizzazione, devolvendo quasi interamente il materiale librario di cui dispongono al nuovo organismo.
Il sisma del novembre 1980, purtroppo, colpisce gravemente la nuova struttura; lunga e laboriosa è la fase di ripristino, durante la quale le raccolte sono provvisoriamente traslocate in un'angusta ala della sede universitaria. Vi vengono aggregati, a partire dal marzo del 1985, i fondi librari di Ingegneria, che confluiranno successivamente nella biblioteca centrale del campus di Fisciano, seguendo le sorti della facoltà.
Verso la centralizzazione
Sono, quelli, gli anni decisivi per la definizione di una nuova politica delle biblioteche universitarie. Di una centralizzazione dei servizi si era già parlato nel 1974. L'ipotesi è concretamente avanzata, tuttavia, nel documento allestito da Augusto Placanica in vista della conferenza sul tema indetta dall'ateneo nel 1977. I principali nodi tematici sono già allora individuabili nell'assenza di coordinamento - con la conseguente frammentazione del complesso bibliografico, la duplicazione degli acquisti e gli sprechi delle risorse finanziarie - e nell'inadeguata gestione delle biblioteche dipartimentali, dovuta alla carenza di personale qualificato, all'insufficienza e all'inadeguatezza degli spazi, che accentuano le difficoltà di accesso al patrimonio documentale da parte di docenti e studenti: problemi che in quegli anni sono avvertiti dall'intero mondo universitario nazionale. Prendendo nettamente posizione per la scelta unificante, la relazione Placanica conclude: «La biblioteca, essendo strumento tecnico richiedente alti livelli di specializzazione nelle strutture e nel personale, va invece centralizzata al fine di conferire omogeneità nella tenuta e nella collocazione del patrimonio librario [...] analogamente omogenei dovranno essere i servizi forniti [...] omogenei e unitari i sistemi di catalogazione, classificazione, soggettazione, decimalizzazione, ecc.».
Infine, in linea con la relazione del professor Pier Luigi Spadolini, rappresentante del ministero della pubblica istruzione, consigli di facoltà e commissioni di coordinamento abbracciano la scelta di una biblioteca unica centralizzata, sia pure mantenendo in vita i nuclei dipartimentali. Si sospende il processo di realizzazione del sistema bibliotecario di ateneo, che giungerà in porto solo molti anni dopo. Fra ripensamenti e spinte centrifughe, comunque, a traghettare il vecchio impianto verso la soluzione unificante, ponendo le basi della centralizzazione, disciplinando e riorganizzando l'attività delle tre biblioteche di facoltà, sia per il profilo amministrativo sia per quello catalografico, provvede, a partire dal 1982, un Ufficio Centrale delle Biblioteche (UCB), che successivamente lascerà spazio a due autonomi organismi bibliotecari: l'uno, quello della facoltà di Scienze a Baronissi, di tipo interdipartimentale, istituito ufficialmente con un decreto rettorale del 1992; l'altro, il Centro di Servizio di Ateneo per le Biblioteche, sito nel campus di Fisciano, di interfacoltà, costituito circa cinque anni dopo a causa dei notevoli ritardi registrati nella fase di costruzione della nuova biblioteca centrale all'interno del campus di Fisciano.
Situazione attuale
Di recente, con l'istituzione del Centro Bibliotecario di Ateneo (Decreto Rettorale n. 3735 del 30 dicembre 2010) e la disattivazione dei due preesistenti organismi, si è portato a compimento l'organizzazione del Sistema Bibliotecario di Ateneo (il cui Regolamento è stato approvato con Decreto Rettorale n. 3701 del 24 dicembre 2010). Attualmente il CBA è articolato in due biblioteche centrali - l'una per il polo umanistico, l'altra per quello scientifico - entrambe dislocate all'interno del campus universitario di Fisciano; ad esse va ad aggiungersi la biblioteca della Facoltà di Medicina e chirurgia, sita nel campus di Baronissi.